Chi sono

Giuseppe BonaccorsoGiuseppe Bonaccorso (se vuoi sapere qualcosa di più sull’origine del mio nome di battesimo, puoi leggere questo post) è nato a Caltagirone, in Italia, nel 1979 da una famiglia di rinomati artigiani della ceramica, premiati in diverse mostre nazionali.

Sua madre è un’insegnante di letteratura italiana in pensione. Ha quindi trascorso la sua infanzia in un ambiente ricco di stimoli artistici.

Tuttavia, come molti altri coetanei, è stato subito affascinato dall’informatica degli anni ’80, in particolare dalla programmazione dei videogiochi, i quali apparivano come creazioni esoteriche, frutto di un’arte segreta, i cui misteri era riservati solo a pochi iniziati.

“Ho cercato di essere il più eclettico possibile.
Ci riesco con la mia professionalità
e finora è stato piuttosto divertente”.

(R. Barthes)

Infanzia e amore per l’informatica

C’era qualcosa di magico in quell’attività, piena di mistero e di codici segreti. Quindi, dopo aver ottenuto il suo primo Commodore 64, ha studiato l’Assembly, passando poi a un Amiga 500 e imparando il linguaggio C con il Pascal (ho raccontato molti dettagli in questo post). Ha sempre amato il motto di WordPress, “Il codice è poesia“, e ha continuato a imparare nuovi linguaggi di programmazione, concentrandosi sui risultati e sull’estetica del codice.

Giuseppe Bonaccorso durante la sua prima infanziaL’interesse per l’informatica, tuttavia, è sempre stato finalizzato a una continua ricerca di creatività, qualcosa che trascendeva il singolo ambito applicativo, per divenire una vera e propria “missione” di vita. Per quanto ciò possa sembrare strano se si considera la giovane età, il suo desiderio di creare, inventare, comporre è sempre stato più forte di ogni spinta velleitaria verso il puro divertimento.

Anche se introverso, egli è sempre stato aperto alla conoscenza, in particolare, la storia dell’arte e la letteratura italiana. Grazie agli insegamenti dei genitori e agli innemerevoli viaggi in città d’arte, Giuseppe Bonaccorso ha avuto la fortuna di entrare a contatto, sin da bambino, con le meraviglie della pittura, dell’architettura e dei componementi poetici (spiegati con pazienza dalla madre).

Non solo tecnica ma amore per l’arte totale

Pur rimanendo molto appassionato “dell’arte della programmazione informatica” (come l’ha sempre chiamata), egli ha mantenuto vivo il suo interesse per le arti visive, la letteratura e la musica. Decide di frequentare l’università con un occhio pragmatico, ottenendo un M.Sc.Eng. laurea in Ingegneria Elettronica. Successivamente ha conseguito un Master in Business Administration e un altro in Data Science e Big Data.

Quest’ultimo è stato particolarmente importante perché fin dai tempi dell’università ha sviluppato un forte interesse per argomenti come la filosofia della mente e l’intelligenza artificiale e ha scritto diversi articoli e libri tecnici.

Giuseppe Bonaccorso durante una premiazione ad un concorso di poesia

Mentre studiava a scuola, ha preso lezioni di chitarra classica dopo essere stato deluso da un debutto con una chitarra elettrica, il cui contesto è subito apparso troppo angusto e limitato a poche aree musicali.

E’ sempre stato affascinato dall’ascolto di registrazioni di Segovia, Bream, Williams e molti altri maestri della chitarra, le cui sonorità trascendevano lo spazio e il tempo. La meravigliosa varietà timbrica della chitarra, insieme a brani di grande valore artistico, hanno permesso all’infatuazione di trasformarsi in vero amore, una passione capace di far sopportare sforzi notevoli e stressanti sessioni di pratica (spesso estese anche alla notte).

Già da giovane aveva capito che qualsiasi altro strumento non poteva raggiungere la bellezza della chitarra classica. Dopo la laurea, periodo fecondo di attività creative collaterali, inizia anche a scrivere anche poesie (Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti e molti altri poeti stranieri lo hanno colpito e hanno influenzato la sua poetica), romanzi e svariati saggi.

Attività artistica e letteraria

Giuseppe Bonaccorso ha pubblicato diversi libri, ha collaborato a riviste letterarie e ha ricevuto numerosi premi di poesia per questo stile ermetico e colorato.

Dopo diverse esperienze lavorative in Italia e all’estero, dove ha raggiunto ruoli manageriali di alto livello, ha infine deciso di abbandonare ogni altra “distrazione” e di perseguire il suo forte interesse artistico dedicandosi a tempo pieno alla musica e alla poesia.

Cosa puoi trovare in questo sito

Su questo sito, che vuole essere un archivio “vivo” di opere artistiche e intellettuali, si possono trovare articoli e partiture musicali, poesie, saggi e novelle. È inoltre possibile consultare la timeline della sua vita, dove sono state registrate tutte le tappe più importanti.

Alcuni riconoscimenti letterari e poetici

Giuseppe Bonaccorso ha ottenuto premi, menzioni speciali e d’onore e segnalazioni presso:

    • Premio Nazionale di Filosofia VII ed. 2014
    • Festival Internazionale delle Emozioni II ed. 2013
    • Premio Nazionale di Filosofia VII ed. 2013
    • Premio Letterario Nazione AlberoAndronico VI ed. 2013
    • Premio Letterario Nazionale “Casa mia… Casa mia…” IV ed. 2012
    • Concorso Nazionale “Alberto D’Angelo” I ed. 2012
    • Concorso Nazionale “La luna e il drago” IV ed. 2012
    • Concorso Internazionale “Il Saggio” VI ed.
    • Premio Nazionale Scriviamo Insieme 2012
    • Concorso Nazionale di Poesia “Fiori di Cactus” 2012
    • Premio Internazionale di Poesia “Carlo Orsi” 2012
    • Rassegna Biennale “Echi di Perle Artistiche” 2012
    • Concorso “Sussurri dal cuore… e dalle tenebre” 2012
    • Concorso San Lorenzo in Poesia 2012

L’origine del cognome Bonaccorso

Il cognome “Bonaccorso” (insieme alle sue varianti “Bonaccorsi” o “Bonaccurso”) è molto diffuso nell’Italia meridionale (in particolare, nella provincia di Catania), negli Stati Uniti e in Canada. Esso deriva dalla denominazione latina “Bonacursus“, che significava “Ben accorso” o, più comunemente, “Ben arrivato”. Tale nome, di cui si hanno tracce già nel XIII secolo, era generalmente dato ai neonati attesi da molto tempo e arrivati come per miracolo.

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