Tiresia

Dipinto raffigurante Tiresia, il personaggio della tragedia Edipo Re di Sofocle
Tiresia, lascia che il sonno ti vinca:
è sera ormai,
e tu hai parlato fin troppo.
Gli schiavi hanno eretto palazzi,
ingigantito montagne,
steso tende a nascondere il Sole,
e alla fine,
anch’essi hanno tremato nell’ombra.
Ma i tuoi occhi di infante non hanno veduto
e tu, seduto sotto un leccio smeraldo,
hai continuato a parlare,
in compagnia di una capra
e del tuo piccolo flauto.
Per te l’orizzonte è rimasto disteso:
né obelischi o lance da guerra
hanno reso ispido il dorso del bue.
I monti lontani concupivano nuvolaglie canute,
e innumerevoli venti fumosi
disperdevano canti e silenzi,
nella scia degli stormi d’autunno.
Dove sei andato, mio amico d’Oriente?
A Settentrione
o ancora verso i templi di Apollo?
E’ angosciosa la notte per me,
sotto un leccio che mai fece ombra,
tra gente che prega e poi fugge via.
E’ penoso il ricordo di Edipo:
tuttora si strazia, lo sento,
sperduto giù nella valle.
Cerca Giocasta nei sogni e ricade in avanti,
come un salice tormentato dal vento.
Bacia il suolo dove uccise suo padre,
i vapori di sangue lo inebriano
e, stanco, quando le carovane s’accampano,
sfiora ancora il pugnale macchiato.
Stringendosi il capo,
cerca invano di piangere,
e mentre maledice ogni sasso,
ricorda Corinto e i suoi giochi,
gli atleti e le ancelle,
i banchetti e le cure,
e cerca l’abisso dove l’eco non torna.
Oh, mio amico d’Oriente,
sappilo prima di sederti sotto il leccio con me:
Dio parla solo agli esausti,
ai tronchi rinsecchiti ormai screziati d’azzurro,
alle capre di monte e ai maiali,
e forse, anche a quell’uomo blasfemo,
che affamato, rubò il vitello del tempio.
Dio non cerca più lodi, mio amico d’Oriente,
ma solo insondabili occhi di uomo.


Deposita per la tutela legale presso Patamu: certificato


Breve nota sulla tragedia Edipo Re di Sofocle

Nella tragedia “Edipo Re” di Sofocle, Tiresia emerge come un personaggio avvincente la cui saggezza è radicata nelle sue circostanze uniche. Nonostante la sua cecità, Tiresia possiede una profonda intuizione che deriva dalla sua età e dalle sue esperienze di vita. Questa combinazione di attributi gli garantisce una profonda comprensione della condizione umana e la capacità di vedere oltre il regno fisico.

Tiresia, avendo vissuto per molti anni, è stato testimone dell’ascesa e della caduta delle civiltà, ha osservato innumerevoli individui soccombere ai propri difetti e ha osservato le conseguenze delle loro azioni. La sua cecità, invece di essere un ostacolo, ha acuito gli altri suoi sensi, permettendogli di percepire verità che sfuggono a chi ha la vista. La sua mancanza di visione fisica funge da metafora della cecità degli altri nei confronti delle realtà che li circondano.

Edipo Re di Sofocle, la tragedia in cui compare anche il saggio Tiresia
Edipo Re di Sofocle, una tragedia che è giunta ai giorni nostri con immutata forza ed espressività psicologica. I suoi personaggi, tra cui Edipo, Giocasta e Tiresia, rappresentano, in modo più o meno evidente, molti aspetti del nostro essere uomini.

La saggezza di Tiresia va oltre la semplice lungimiranza; comprende una profonda comprensione della psiche umana. Comprende le complessità della natura umana, riconoscendo i difetti e i desideri che spingono gli individui ad agire in determinati modi. Attraverso le sue interazioni con altri personaggi, come Edipo, Tiresia trasmette la sua saggezza, offrendo guida e avvertimenti che spesso vengono ignorati o respinti.


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