Come il contrappeso d’un metronomo

white printer paper on brown wooden tableVerso un’inarrestabile cronostasi

Come il contrappeso d’un metronomo,
insinuandosi,
lampi di vita schizzano tra i miei giorni.

«Sequenze.
Ricorrenze.
Infinitesimi d’esistenza moltiplicati come batteri.

Sequenze.
Ricorrenze.
Inquieti fotogrammi senza tempo.
Istantanee appese come vecchi stracci
al buio d’una vecchia partitura.

Sequenze.
Respirare. Continuamente.
Ricorrenze.
Sarà sempre uguale quella boccata d’aria?
Sarà il medesimo risucchio d’un alito d’inverno?

Sequenze.
Dritto di fronte a me.
Sempre dritto.
Sempre.

Nel cinema d’un paesino,
      (in prima serata), danno finalmente la mia vita.
Ricorrenze.
Mille tempi,
mille fotogrammi.
Sequenze.
Un’infinità
millimetricamente intervallata
dall’infinito.

Ed eccomi,
chissà,
nascosto (come un apostrofo) fra i titoli di coda.»

Fra l’ultimo rintocco
e forse un’altra nota:
l’interminabile monologo
d’un fragoroso silenzio.


Depositata per la tutela legale presso Patamu: certificato


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Rosetta Rizzo

Molto bella! Complimenti!

Giuseppe Bonaccorso

Grazie di cuore!

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Mi piacerebbe sapere cosa pensi, perchè non commenti?x