Ninfe, elfi, dei e caproni

Rappresentazione dell'inferno di Bosch, con elfi, dei, e demoni a farma di caproniNinfe, elfi, dei e caproni
attendono stipati dietro brumose quinte.
Nessun ciak,
basta lo sguardo che si guarda
a dare avvio alle danze immobili.
Statue di cera ammiccano a rocciose nebbie,
impeti elettrici schioccano
mentre Venere, sorridendo, si lima le unghie.
Pan corre e s’arresta,
ride, piange, urla per sentirsi urlare e poi,
s’assopisce esausto di se stesso.
I giorni infiniti della matematica s’accorciano le vesti,
e un gruppo sfaccendato di ballerine di flamenco,
ansimante al sopraggiungere dell’emozione,
si rintana nel vociare inutile di Eco.
Un’immensa scintilla sulla punta d’un capello
acceca Polifemo ghiacciato sugli scogli,
mentre il sognante Ulisse,
con la vittoria sulla prua,
s’avvia senza pudore
tra le braccia della sublime dannazione.
Il Paradiso, impolverato,
attende paziente gli sprovveduti avventori.


Depositata per la tutela legale presso Patamu: certificato


La creatura mitologica greca Pan era nota per il suo comportamento dispettoso e il suo carattere unico. Era spesso raffigurato come metà umano e metà capro, con le corna sulla testa e una coda lunga e ispida. Pan non era solo una creatura, ma era anche considerato un dio della natura selvaggia, dei pastori e della musica rustica. Il suo rapporto con gli altri dei era complesso, poiché era spesso visto come un compagno e seguace di Dioniso, il dio del vino e della baldoria. La natura dispettosa di Pan lo rese uno dei preferiti degli dei, che spesso godevano della sua compagnia durante le loro scappatelle.

Tuttavia, nonostante il suo comportamento giocoso, Pan aveva una profonda paura del proprio urlo. Le leggende dicono che quando Pan vide accidentalmente la propria immagine riflessa, emise un grido di sorpresa e terrore. Il suono era così immenso e terrificante da provocare il terrore tra gli dei e da ispirare persino la parola stessa “panico”. Da quel momento in poi, Pan giurò di non urlare mai più, temendo il caos e la distruzione che avrebbe potuto causare.

Questa paura del proprio urlo ha modellato il comportamento e il carattere di Pan in vari modi. Divenne noto per la sua voce sussurrante ed era spesso raffigurato mentre suonava dolcemente il suo amato flauto di Pan, che emetteva melodie melodiche e gentili. La paura di Pan per il proprio grido lo rese inoltre estremamente consapevole del potere del suono, portandolo a diventare un esperto nell’arte della musica e delle melodie armoniose. Ha usato la sua musica per calmare e calmare sia gli esseri umani che gli animali, creando un senso di tranquillità nella natura selvaggia.

Nonostante la sua paura, Pan aveva un forte legame con la natura ed era venerato da pastori e cacciatori. Si credeva che vagasse per le montagne e le foreste, proteggendo il mondo naturale e guidando i viaggiatori perduti. Il carattere unico di Pan e lo stretto rapporto con gli dei lo hanno reso una figura intrigante nella mitologia greca, simboleggiando le forze selvagge e imprevedibili della natura.

In conclusione, il comportamento dispettoso di Pan, la paura del proprio urlo e il rapporto con gli altri dei mettevano in mostra il suo carattere complesso. Sebbene fosse noto per la sua natura giocosa, la sua paura di provocare il caos attraverso il suo urlo metteva in risalto il suo lato cauto. Attraverso la sua musica e il legame con la natura, Pan portò armonia e tranquillità nella natura selvaggia, rendendolo un dio enigmatico e amato nella mitologia greca.


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Rosetta Rizzo

Una poesia molto esoterica e particolare. Riesce a evocare uno scenario convulso e molto simile a quelli raffigurati da Bosch. Complimenti!

Giuseppe Bonaccorso

Grazie mille! 🙏

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